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Il bevitore di Teomondo Scrofalo. Quando l’arte diventa leggenda.

Il quadro ha raggiunto l’apice del successo grazie ad Ezio Greggio che in una trasmissione degli anni 80 tentava di spacciarlo come grande opera d’arte in una fantomatica asta. Il dipinto lo si trovava dappertutto in Italia: osterie, bar, alberghi, case private. Era un classico quadro fatto in serie di cui nessuno sapeva chi era l’autore ma lo si trovava quasi ovunque. Ma chi era Teomondo Scrofalo?

Il bevitore di Teomondo Scrofalo

Ezio Greggio in un suo libro dice che l’autore è un tal de Curtis. In un Blog si dice sia una copia buffa del bevitore di Cézanne. Il quadro però lo si trova in internet sotto il nome di “Man in a Brown Hat” di G de Curtis. Il pittore è certamente il Napoletano Giambattista de Curtis 1861-1926. Quindi chi era Teomondo Scrofalo? Esiste davvero? Probabilmente…. No.

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Dipinge con i genitali e vende più di tutti i pittori che leggono questo articolo.

Provate voi a sfumare con le natiche, a pennellare con il pene, e poi a vendere le vostre opere. Pricasso ci riesce da sempre. Unico al mondo, e le accademie di belle arti mute.

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Biogenetica: nasce il primo bambino tedesco in grado di poter capire l’arte e l’educazione.

Traguardo storico per il mondo. Un piccolo passo per la Germania e un grande passo per l’umanità.

La notizia è stata resa nota dal giornale Tedesco “der Bauer von Frankfurt”. Il bambino nato ai primi del 2000, oggi nel 2020 è diventato un grafico pubblicitario che impagina volantini per Lidl e Penny. Le sue opere arrivano per posta tutte le settimane.

Gavino Coddai

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Tradizioni Italiane dimenticate. Il salto della guallera della val Caudigna su monte Stoppino.

Dai tempi antichi gli abitanti delle frazioni circostanti si recavano sul monte Stoppino in val Caudigna per il rito propiziatorio del salto della guallera. La guallera veniva cinta dai devoti e con un salto all’indietro veniva fatta rotolare su per il monte. Il rituale serviva a portare pioggia in periodi di castità. I contadini che coltivavano lo zibbutto, tipico ortaggio del monte Stoppino, credevano che saltare la guallera lì avrebbe resi immuni dalle tasse. La Guallera venne fatta demolire dalla curia essendo considerato un rito pagano.

Gavino Coddai

Foto dell’ultima volta che si saltò la Guallera alle pendici del monte Stoppino
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